ARTE, STORIA, GUSTO, NATURA e BENESSERE

Le Grotte

Scopri le Grotte di Camerano ed entra in un luogo affascinante e misterioso.

Festa del Rosso Conero

Dal 2 al 4 settembre partecipa alla festa più attesa del paese!

Carlo Maratti

Mostra dal 26 maggio al 20 novembre 2022 - CHIESA DI SAN FRANCESCO

Immergiti nella natura!

Paesaggi e percorsi escursionistici della Riviera del Conero.

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La Fontanina e altre leggende

Sorge nel luogo in cui gli abitanti del paese attingevano l'acqua e lavavano i panni.
Famosa è la leggenda della Giana, fata o figura fiabesca femminile, non si sa bene se malefica o benefica, posta a custodia della sorgente che, dopo l'imbrunire, sarebbe apparsa ai cittadini che qui indugiavano.

Complesso Serafini-Mancinforte

L'assetto attuale del Palazzo privato risale alla seconda metà dell'Ottocento: il maestoso edificio, che costeggia tutto un lato di Piazza Roma, fu accorpato insieme alle altre proprietà adiacenti in un unico isolato. Nascosto all'intero dell'edificio, un gioiello di giardino all'italiana, comprendente i portici dell'antico monastero di Santa Maria e Sant'Agata.

Il bosco Mancinforte, di proprietà regionale dal 1976, è il polmone verde del paese: esteso per più di un ettaro e con più di 150 piante ornamentali, ospita un suggestivo belvedere che si affaccia verso Ancona.

Palazzo Comunale

Ex convento dei Frati Minori, nel 1788 venne ampliata la struttura originale. Dopo il Congresso di Vienna (1815) venne acquistato dal Comune di Camerano, che vi trasferì la propria sede negli anni seguenti.
Oggi ospita al suo interno il sipario dell'ex Teatro Maratti, dipinto da Ettore Ballarini, ma anche la Collezione Maratti, comprendente una serie di riproduzioni fotografiche delle opere pittoriche dell'artista cameranese, nonché oltre 350 riproduzioni fotografiche di disegni del Maratta conservati al Kunstmuseum di Düsseldorf.

Percorso Marattiano

Un percorso che si snoda all'interno del centro storico di Camerano, che parte dall'infanzia e finisce con la commemorazione della morte di uno dei più celebri pittori della Curia Romana del Seicento. Nonostante la sua lontananza geografica — il pittore trascorse la gran parte della sua esistenza a Roma — Maratti mantenne sempre uno stretto legame con il suo paese d'origine, a cui i suoi pensieri si rivolgevano spesso, tanto da portarlo più volte a farvi ritorno. Un contributo pittorico, il suo, che ha fatto scuola e che ha lasciato dopo di sé una costellazione di artisti che ne hanno perpetuato il nome.
Monumento in Piazza Roma
Scolpito dall'anconetano Vittorio Morelli e donato dalla benefattrice Assunta Lanari Ceci alla cittadinanza, fu inaugurato il 18 ottobre del 1914 in occasione dei festeggiamenti per il bicentenario della morte del pittore.
Era inizialmente circondato da una recinzione in ferro battuto e presenta anteriormente una tavolozza con un pennello, simbolo dell'arte pittorica in cui il Maratta si distinse, mentre dalla parte posteriore si ricorda, attraverso un'iscrizione, il dono di Assunta fatto ai concittadini.
Teatro Maratti
Si erge sul lato destro di Piazza Roma. Di impianto neoclassico, presenta in alto un timpano dove sono rappresentate le varie arti e un orologio circondato da due cornucopie a forma di lira (simbolo sia di musica che di prosperità). All'interno ospitava il sipario allegorico dipinto da Ettore Ballarini, ora collocato presso la sala consiliare del Municipio.
Palazzo Corraducci
Oltre a essere degli illustri cittadini di Camerano, i Corraducci svolsero un ruolo cruciale nella carriera di Maratti. Furono loro, infatti, a comportarsi da benefattori e a intuire le precoci capacità pittoriche di un giovanissimo Carlo, che fu sollecitato a soli undici anni, nel 1636, a trasferirsi nella capitale. Sulla facciata del loro palazzo, che costeggia l'attuale via Maratti, si nota una lapide commemorativa, aggiunta in occasione del bicentenario della morte del pittore, che ricorda il ruolo svolto da Domenico Corraducci nell'intuire le potenzialità di Maratti.
Chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione
All'interno dell'antica chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione è custodita la pala d'altare raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Monica, Agostino e Domenico.
Di committenza e datazione incerta, sembrerebbe essere stata realizzata da un giovane Maratti intorno al 1650, se non addirittura precedentemente. La ricerca della semplicità nella composizione conferma la tendenza del pittore al classicismo. In alto, cenni barocchi derivano dalla presenza dell'angelo che mette in scena Santa Monica nell'atto di baciare il piede del Bambino.
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Dal mare alle colline, la Riviera del Conero e i Colli dell'Infinito offrono un ampio raggio di possibilità per il visitatore, che trova nelle Marche una regione non solo balneare ma anche ricca di cultura.
Numerose sono le località riconosciute come bandiera blu e altrettante quelle che si snodano in un entroterra popolato di borghi e cittadine dalla storia secolare.

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Camerano è anche conosciuta per essere la patria del Rosso Conero, vino composto dall’85 per cento (minimo) di uve Montepulciano e dal restante 15 per cento da uve Sangiovese.
Dalla classica colorazione rosso rubino, si caratterizza per il suo gusto deciso che ne fa un ottimo accompagnamento alla carne rossa.
A celebrare questo prodotto di qualità è la “Festa del Rosso Conero”, che nel corso degli anni è diventato un immancabile appuntamento ricreativo, animato da stand gastronomici di cucina locale, artigianato e intrattenimento.

Il Rosso Conero è un vino che cresce e matura sulle colline della Riviera del Conero, dove il sole scalda i grappoli e il mare li profuma di salsedine.
Fate un giro tra i vigneti, seguendo la strada del Rosso Conero. Questa unisce le terre del vino che vanno da Ancona fino a Osimo e Castefidardo, passando per Sirolo, Camerano e Numana. La strada costeggia il mare e si perde per le dolci campagne della Riviera, dove il profumo di ginestre e di lavanda è una nota sempre presente.
Il Rosso Conero è un vino di antica tradizione prodotto da uve Montepulciano e riconosciuto come DOC nel 1967. Questo vino ha da subito un colore rosso rubino intenso, con decisi riflessi violacei per poi diventare rosso granato quando invecchia e matura. È un vino di carattere, con profumi di prugna, liquirizia e note floreali. Ha un sapore secco ed è sicuramente considerato un vino di corpo.
Camerano, è Capitale del Rosso Conero, con la presenza di 8 cantine sul suo territorio e con una festa, LA FESTA DEL ROSSO CONERO, giunta quest'anno alla XXVI edizione, che celebra le virtù di questo vino unico e pregiato.

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Camerano ha una storia antichissima, risalente al periodo che va dal VII al IV millennio a.C.

Nota per essere un insediamento piceno, passò poi al controllo dei Romani, per poi figurare come “Castello” nel 1177.
Diverse sono poi le sorti successive che interessano il paese, il quale cambiò più volte la propria giurisdizione.
Vi nacquero i celebri Carlo Maratti, pittore del Seicento che lavorò a lungo presso la Curia Romana, e Giuseppe Pasquale Marinelli, poeta latinista, possessore di un importante patrimonio librario conservato presso l'attuale biblioteca comunale.
Vi passò anche, secondo quanto narrato dalla tradizione orale, l'ammiraglio Nelson dopo che, negli anni 1797-1798, i napoleonici che avevano occupato il paese vennero sconfitti.

Annessa al Regno d'Italia dopo la battaglia di Castelfidardo, vide la nascita di numerose associazioni a carattere filantropico.
Gli inizi del XX secolo si caratterizzarono poi per la presenza di attività embrionali che, tempo dopo, confluirono nella nascita dell'industria manifatturiera del paese.

Liberato dalle forze alleate il 18 luglio del 1944, dopo essersi rifugiato presso le sottostanti grotte, il popolo cameranese si dedicò alle attività produttive, di cui l'Imperia e la Farfisa sono due delle principali esponenti.

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Camerano, insieme ai comuni di Ancona, Numana e Sirolo fa oggi parte dell’Ente Parco del Conero, comprendente un’area estesa per più di 6000 ettari, che spazia dal mare alla collina: un paesaggio dominato dal “monte” Conero, situato a 572 m sul livello del mare e caratterizzato per la presenza di una ricca biodiversità, tra cui spicca il celebre “corbezzolo”, dal quale l’intero parco regionale assume storicamente il suo nome.

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Dalle Grotte, eccellenze del paese, scavate dall'uomo nei più disparati momenti storici, al vino, alla produzione artistica del pittore cameranese Carlo Maratti, fino alla realizzazione di fisarmoniche e camicie, busti e berretti: la produzione del paese si è distinta già dai tempi più remoti per il sapiente uso che l'uomo ha saputo fare delle proprie mani.
Il paese è culla di attività produttive manifatturiere che nel corso del tempo si sono succedute e intrecciate per far fronte ai momenti critici: è questa la cultura del reinventarsi, che vede nella Terza Italia del centro il suo palcoscenico. Non solo importanti realtà produttive, ma anche luoghi con finalità mutualistiche e di elevazione economico-culturale dei soci coinvolti.

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Sebbene conosciute da tempo immemore la storia moderna delle terme dell’Aspio ebbe inizio nel 1930, anno di rilascio della concessione  mineraria e successivo riconoscimento delle proprietà terapeutiche dell’acqua delle sorgive spontanee presenti nella zona.

Negli anni, l’attività termale, si è sviluppata, ampliando la gamma dei servizi offerti. Oltre alle tradizionali cure (idroponiche e fanghi curativi) che hanno caratterizzato la storia delle Terme dell’Aspio, sono state introdotte nuove tipologie di trattamenti, in particolare, quelli riguardanti l’apparato respiratorio mediante l’utilizzo di un acqua termale sulfurea  dell’azienda Bellisio Solfare Terme s.r.l., le cui proprietà benefiche sono state riconosciute dal Ministero della Salute.

Presso lo stabilimento termale sono quindi a disposizione degli ospiti cure inalatorie ( tra le quali aerosol nasale, docce nasali micronizzate, irrigazioni nasali), cure depurative idropiniche adatte per le malattie dello stomaco, dell'intestino, del fegato e delle vie biliari, del ricambio, malattie ginecologiche e dell'apparato digerente.

La sordità rinogena viene trattata tramite insufflazione endotimopanica e Politzer.

Si fa ricorso a terapie naturali per le cure anti-aging e alimentari con l’assistenza di un nutrizionista che offre consigli per una corretta alimentazione personalizzata.

Altro servizio principale del centro è l’applicazione del fango termale.

Già conosciuti in epoca romana, i fanghi termali applicati caldi sul corpo rilasciano le loro proprietà curative, o sul viso, come maschere di bellezza.

Le loro proprietà? Molteplici:

  • Antinfiammatoria e antidolorifica: sono il complemento ideale della terapia medica in caso di disturbi osteoarticolari e nevralgie.
  • Miorilassante sciolgono le tensioni muscolari derivanti da stress e sforzi eccessivi.
  • Rigenerativa: stimolano la produzione di collagene, contrastano la formazione di rughe e smagliature
  • Antisettica, depurativa e dermo-equilibrante: grazie ai fanghi termali è possibile pulire la pelle davvero a fondo, per un'azione mirata contro eccesso di sebo, acne, punti neri e pori dilatati.
  • Combattono la ritenzione idrica e favoriscono la circolazione sanguigna: i fanghi termali sono i migliori alleati contro cellulite e adiposità localizzate.

Nel centro termale sono presenti specialisti di osteopatia (per neonati, bambini, adulti e donne in gravidanza), medico termale, biologo nutrizionista, operatrice olistica e massaggiatrice.

E’ inoltre presente un punto shop in cui poter acquistare prodotti a base di acqua sulfurea per il mantenimento dei benefici a seguito dei trattamenti inalatori o indicati per la prevenzione.

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Chiesa Immacolata Concezione

È attualmente la chiesa parrocchiale del paese e, secondo la tradizione, le sue origini sarebbero molto remote.
Collocata anticamente nello stesso luogo dove sorge ora, ma con dimensioni ridotte e orientamento diverso, contiene un cospicuo numero di opere, tra cui la pala d'altare realizzata dal pittore barocco Maratti (1625-1713), originario di Camerano.

Chiesa San Francesco

Secondo la tradizione, sarebbe stata fondata nel 1215 quando San Francesco passò per Numana e Sirolo in occasione del suo viaggio in Oriente.
Il portale di pietra è quello originale, mentre la chiesa venne restaurata nel 1759 dall'architetto Ciaraffoni.
Tra le opere contenute al suo interno, emerge l' “adorazione dei pastori” di Ernst Van Schayck (1567-1632). La committenza, probabilmente legata a una corporazione di artigiani, si ritrova nella rappresentazione di attrezzi di falegnameria.

Chiesa Santa Faustina

Risale ai secoli X o XI, quando si diffuse il culto di San Nicolò di Bari, a cui era originariamente dedicata. Fu poi restaurata nel XVIII secolo per volontà del pittore cameranese Carlo Maratti, che decise di trasferirvi le spoglie della martire cristiana Santa Faustina direttamente dalle catacombe di Roma, a cui poi la chiesa fu condedicata.
Sulle pareti laterali, le lapidi realizzate da Camillo Rusconi, raffigurano il pittore e sua moglie. Al centro, la pala d'altare con San Nicola di Bari.

Aperta in occasione di mostre ed eventi.

Chiesa San Germano

Nel XV secolo, una colonia di Illirici, detti Schiavoni, si rifugiò presso questa chiesa, già esistente, per sfuggire all'invasione turca.
Poco distante da questa chiesa, sorge la zona definita “Gradina”, di notevole interesse archeologico, poiché avrebbe visto il sorgere di villaggi protostorici.

Chiesa Madonna della Speranza

Secondo la tradizione, sarebbe stata costruita nel 1424 come rendimento di grazie alla Vergine per aver liberato Camerano dalla peste. Nel 1872 fu ricostruita al lato opposto della strada.

Opere importanti: quadro della Madonna della Speranza, ora nella chiesa parrocchiale.

GALLERIA VIDEO

Camerano, paese del Rosso Conero e delle Meraviglie Sotterranee
Camerano - video rilevo laser scanner
Camerano - Rosso Conero 2012 XVII edizione

Speciale MTBGF - ANTEPRIMA RAMPICONERO 2022