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Questa chiesa è definita dalle fonti storiche la più antica del territorio di Camerano. Sorta come Pieve ubicata fuori dalla primitiva cinta muraria, ebbe il titolo di San Pietro Apostolo, come si rileva da una Bolla di Alessandro III data in Venezia da Rivo Alto il 28 Giugno 1177 e diretta all´Abate Rustico ed ai Monaci di Portonovo, in cui è citata una «ecclesiam S.Petri in Castro Camurani cum Parochianis suis» . In seguito alla soppressione della chiesa di Santa Maria dell´Umbriano ed alla successiva incorporazione di tale parrocchia alla chiesa Pievania e Matrice di Camerano, questa prese il titolo di Parrocchia di San Pietro e di Santa Maria. La bolla del 1478 di mons. Antonio Fatati, Vescovo di Ancona, che istituisce il giuspatronato sulla chiesa di S. Germano da parte di una comunità di Illirici, nomina la chiesa di Camerano con il titolo di «Paroeciae Beatae Mariae Virginis sub Titulo Sanctissimae Conceptionis» che conserva attualmente. Anticamente la chiesa era ubicata nello stesso luogo in cui si trova ai nostri giorni, ma con dimensioni più piccole, con la facciata rivolta verso la piazzetta del Borgo e l´abside in direzione del Monte Conero. La sua trasformazione più radicale avvenne nel 1676 con l´aggiunta della navata principale, che le diede l´attuale pianta a croce greca. In tale occasione la facciata venne spostata sulla via Maratti. Nel 1744 fu da Benedetto XIV accresciuta del titolo di Arcipretura e incorporata alla nuova Insigne Collegiata con tutte le prerogative, i benefici ed i privilegi di detto titolo. Soppressa nel 1810 per decreto napoleonico, la Collegiata fu spogliata di tutti i suoi beni e rendite e la chiesa minacciò di andare in rovina. Nel 1842 l´arciprete D. Luigi Petrelli eseguì importanti restauri, completando il soffitto della chiesa e rinnovando l´altare maggiore, sotto il quale fu posta un´urna con le reliquie della martire Sofronia provenienti dalle Catacombe di Roma. In occasione dei lavori del 1971 furono rimossi, oltre all´altare maggiore, anche i due altari laterali dei quali sono rimaste soltanto le tele che li sovrastavano. Ulteriori lavori di restauro e consolidamento vennero effettuati nel 2006 dal parroco Don Aldo Pieroni. L´interno della chiesa prende luce da otto piccole finestre circolari (delle quali una è cieca) e da due finestroni posti agli inizi dell´abside. Il pavimento rifatto nel 1971 ha evidenziato numerose sepolture antiche nei sotterranei. Sempre nell´abside vi é un coro ligneo con undici scranni (cinque seggi rispettivamente a destra e a sinistra di un trono centrale) che presumibilmente risale al periodo della Collegiata (fine del XVIII sec.).

Pala d’altare - Carlo Maratti (Camerano, 1625 – Roma, 1713); Madonna col Bambino e Santi, ca. 1647-1649; Olio su tela, cm. 280 x 200; Camerano, Chiesa Parrocchiale: La pala dell’altare maggiore nella Chiesa Parrocchiale di Camerano raffigura La Madonna col Bambino e i santi Monica, Agostino e Domenico. Il dipinto è di incerta datazione ma è concordemente riferito dagli studiosi, primo il Bellori, al periodo giovanile dell’iter artistico del Maratti conclusosi nel 1647 con il ritorno del pittore nelle Marche, a Camerano e ad Ancona, e il rientro a Roma nel 1649. Il Ricci (1834) ricorda che l’autore aveva inviato a Camerano il quadro con la "bellissima immagine di Nostra Donna" "alcun tempo prima" della esecuzione della Visione di santa Francesca Romana per i Monaci Olivetani di Ascoli Piceno, e che lo stesso Maratti "ebbe a conpiacersi [...] allorchè il rivide essendo vecchio...". Datata attorno al 1650 (Mezzetti) o anticipata al 1643 - 1645 e 1647 -1649 (Rudolph), l’opera costituisce comunque un documento "del gusto artistico del giovane, che sta orientandosi verso una recuperata semplicità rispetto al clima fastoso ed esuberante del Barocco romano" (Zampetti).

Altri Quadri contenuti all’interno della chiesa:
Traslazione Santa Casa di Loreto, XVIII sec.
Immacolata Concezione, XVIII sec.
Madonna della Cinture e Sante Agostiniane, Girolamo Donnini, 1725-30.
Apparizione della Madonna a San Filippo Neri, seconda metà XVII sec.
Madonna della Speranza, 1730.