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Il palazzo, sede del Comune di Camerano ed ex convento dei Padri Minori Conventuali, venne costruito nel 1788 per ampliamento di quello preesistente annesso alla trecentesca chiesa di San Francesco dopo il rifacimento della stessa tra il 1763 ed il 1769 su disegno dell´architetto anconitano Francesco Ciaraffoni. Il progetto del nuovo grandioso convento fu invece di fra Domenico Frezzini dei Minori Conventuali di Ancona, assistito nei lavori dai padri Francesco Marchetti ed Andrea Ottaviani. Durante la rivoluzione francese l´edificio fu requisito e, insieme ai beni annessi, divenne proprietà dell´Appannaggio del principe di Beauharnais. Dopo il congresso di Vienna (1815), l´edificio fu acquistato dal Comune di Camerano, il quale, verso la metà dell´800, vi trasferì la propria sede, fino al sisma del 1972. Il palazzo è stato poi ristrutturato ed inaugurato il 21/09/1997. Da tale data é riaperto al pubblico. L´edificio è a pianta trapezoidale, su cinque piani ai quali si accede per un´ampia scalinata interna. La facciata è parte in mattoni e parte ad intonaco, con fasce marcapiano e finestre allineate. Sopra l´ingresso si aprono, per gli ultimi tre piani, altrettanti finestroni a volta che richiamano il motivo architettonico del portale stesso. All´interno dell´edificio, nell´atrio, sono collocate due lapidi entrambe dedicate al generale Andrea Fazioli che fu sindaco di Camerano alla fine dell´800. I locali interni, utilizzati come uffici comunali, conservano pochissime tracce visibili dell´antico convento.

Sipario del Teatro Maratti: realizzato su bozzetto firmato dal pittore Ettore Ballarini (Camerano, 1868 – Roma, 1942) nel 1913 in occasione delle celebrazioni per il bicentenario della morte di Carlo Maratti. Rappresenta l’allegoria dell’Agricoltura e della Pittura. L’Agricoltura, figura femminile ritratta a sinistra, presenta il giovane Maratti alla Pittura, la figura a destra classicamente panneggiata, che gli fa dono di una tavolozza con i colori e di un pennello; strumenti indispensabili allo svolgimento della incipiente attività artistica. Sullo sfondo, visto dalla campagna di San Germano, alto sul colle, è riconoscibile il paese di Camerano, città natale di Maratti.

Raccolta Fisarmoniche d’epoca: All’interno del Palazzo Comunale è costituita, altresì, una piccola raccolta di fisarmoniche d’epoca, databili tra il 1850 e il 1934, realizzate da ditte locali. La pregiata fattura e la raffinatezza degli elementi decorativi in celluloide e madreperla denotano l’elevata qualità realizzativa in modo particolare degli strumenti realizzati dalla Ditta "Scandalli" che, durante gli anni ‘50 e ‘60, portarono il nome di Camerano a primeggiare nel mondo, grazie alle felici intuizioni del suo fondatore Silvio Scandalli, come quella del famoso modello Super VI, a tutt’oggi insuperato per livelli tecnici e fonici.

Fondo Storico Marinelli: Giuseppe Pasquali Marinelli (Camerano 1793-1875) poeta latinista e Priore del Comune. Donò la sua intera libreria alla scuola ad uso degli alunni. Il fondo storico Marinelli, che rappresenta il nucleo più importante del patrimonio librario del Comune di Camerano, è stato recentemente collocato in una sede attigua della sala giunta del Municipio ed inoltre è stato catalogato per essere consultato da parte del pubblico. Il fondo è composto da 1390 volumi. Alcuni di questi volumi sono serviti alla formazione dello stesso Marinelli e molti altri erano strumenti di lavoro, come i codici di diritto Pontificio, allorchè il Marinelli ebbe incarichi istituzionali presso lo Stato Pontificio a Roma e presso il Comune. Sono presenti 29 cinquecentine, alcune delle quali al limite fra la Cinquecentina e l´Incunabolo, senza data ma risalenti sicuramente alla prima decade del ´500. Tra gli editori, sicuramente uno dei più illustri è Paolo Manuzio, figlio del più noto Aldo Manuzio, presente con un’edizione del 1555; altro importante editore è Sebastiano Griffio con un’edizione del 1555. Comin da Trino è senza dubbio anch´esso un editore di notevole importanza storica, attivo a Venezia, è nel fondo presente con una sola edizione del 1564. Non c´è da stupirsi che la maggior parte dei libri sia stata stampata proprio a Venezia, in quanto in quel periodo era una Repubblica ricca e fiorente. Tra i volumi del ´700 spicca le "Notitie historiche della città d´Ancona già termine dell´antico regno d´Italia con diversi avvenimenti nella Marca Anconitana, & in detto regno accaduti. Di Giuliano Saracini nobile anconitano e canonico decano della catedrale", di Saracini Giuliano, libro di notevole pregio e valore storico che tratta delle origini di Ancona, presente solo in alcune biblioteche marchigiane. Ovviamente le altre opere, sempre di valore storico-culturale, trattano argomenti tra i più variegati come: teologia, letteratura latina, poesia, prosa, storia, diritto, logica, ecc.. Il fondo antico finisce con le edizioni dell´Ottocento. Interessante è anche la presenza di moltissimi editori maceratesi, fermani e pesaresi. Sono presenti alcuni autori latini come Ovidio, Catullo, Cicerone, Virgilio e diversi autori medioevali tra cui non poteva mancare Petrarca. Le opere di letteratura non sono moltissime ma sono ben rappresentate da autori del periodo: umanesimo e rinascimento come Sacchetti, Sannazzaro, Bembo, Boiardo e la presenza di diverse opere di Giovan Battista Marino. Mancano invece completamente autori come Carlo Goldoni, Giuseppe Parini o Vittorio Alfieri. Lo stato generale di conservazione dei volumi è discreto ed in certi casi ottimo; le edizioni del Cinquecento sono probabilmente state restaurate tra il Settecento e l´Ottocento, quindi presentano coperte tardive. Del Cinquecento sicuramente è da apprezzare lo stato di conservazione interno di un Sacerdotale del 1588, probabilmente rilegato di nuovo nel Settecento, la cosa che stupisce è che i caratteri sono sia di colore rosso che nero, una cosa eccezionale per il tempo, che prevedeva due passaggi al torchio.

Collezione Maratti: il Comune di Camerano ha costituito una civica raccolta sotto la denominazione "Museo Maratti" con l’intendimento di sistemare il materiale esistente, di proprietà comunale, riguardante l’illustre suo concittadino, il pittore Carlo Maratti (1625-1713). La raccolta comprende: il ritratto ad olio su tela dell’artista, di autore ignoto; alcune incisioni del Maratti, parte delle quali reperite sul mercato antiquario newyorkese dalla signora Rinaldina Russell Gaudioso e da questa donate al Comune; diverse riproduzioni fotografiche in bianco e nero di opere dell’artista, realizzate agli inizi del Novecento, frutto delle donazioni Costantini (1907) e del Ministero delle Antichità e delle Belle Arti di Roma; oltre 350 riproduzioni fotografiche di disegni del Maratti conservati al Kunstmuseum di Düsseldorf; lo stemma acquerellato del cav. Maratti; alcune riproduzioni fotografiche a colori in formato naturale delle tele firmate dal Maestro e quelle della sua scuola esistenti nelle Marche; un busto in gesso raffigurante l’artista; il bozzetto in gesso del monumento dedicato al Maratti, poi realizzato nel 1913 in piazza Roma dall’artista Vittorio Morelli; il sipario del Teatro Maratti e il suo bozzetto opera di Ettore Ballarini che li realizzò nello stesso 1913.

Quadri:
SANTI PROTETTORI DI CAMERANO
La tela (sec. XVIII) di soggetto devozionale presenta una Semplice struttura compositiva a triangolo, che vede il vertice superiore occupato dalla figura della B. V. Maria nell’iconografia dell’Immacolata Concezione, di bianco e azzurro vestita, con le mani giunte e lo sguardo rivolto verso San Giovanni Battista in veste d’eremita e contraddistinto dalla croce di canna e dalla presenza dell’agnello, in atto di offrire il modellino del paese di Camerano, di cui si qualifica come principale protettore, qui mostrato da un angelo morbidamente panneggiato. L’Inventario degli oggetti esistenti nella Chiesa di S. Francesco del 12 Aprile 1912 ricorda, nell’Altare maggiore, le seguenti "pitture minori": Sant’Agata, Santa Chiara, Transito di san Francesco, San Fabiano e San Sebastiano. La citazione relativa ai santi Sebastiano e Agata suggerisce un agevole confronto con le due tele raffiguranti rispettivamente una coppia di sacre figure da identificare in san Sebastiano, ritratto con la freccia in mano, simbolo dello strumento del martirio subito, parzialmente coperto da un probabile san Macario abate (e non Fabiano), genuflesso in primo piano, e santa Agata, qualificata dall’attributo dei seni recisi e posti sul vassoio che reca, associata non a santa Chiara, ma alla giovane santa Faustina – o la Maddalena - colta in atto devozionale. Il Can. Giuseppe Scarafoni, nell’Estratto di Memorie sulla Terra di Camerano del 1821, annovera infatti i santi Sebastiano, Macario abate e Faustina tra i protettori "men principali" di Camerano e ricorda l’esistenza, nei secc. VIII-XI, di un monastero di Monache sotto il titolo di Santa Maria e Sant’Agata martire, citato nel Codice Bavaro, nell’area poi occupata dai Frati Minori tra il 1215 e il 1230. Le segnature apposte sulle tele informano del restauro condotto da Antonio Lazzari di Pesaro nel 1794. Dunque le tre tele
potrebbero aver fatto parte di un gruppo di opere dedicate ai santi protettori della Terra di Camerano.

CRISTO RISORTO
Nell’opera l’immagine del Cristo risorto è rappresentata a mezza figura, al di là di un parapetto di nuvole, tra due angeli: l’uno con le braccia conserte al petto, l’altro con le
mani semigiunte. Sullo sfondo di un cielo dorato si staglia la sagoma bruna della croce -simbolo della Passione- tesa a bilanciare compositivamente il gesto del braccio levato
del Redentore. Secondo le indicazioni di Buglioni (1795), accolte dal Natalucci (1980), la tela, attribuita al Barocci con datazione al 1588, proviene dalla sacrestia della chiesa di San Francesco. Il Serra (1936) più genericamente riferisce l’opera a un pittore baroccesco.