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Antiche memorie fanno risalire questa Chiesa ai secoli X o XI, quando si diffuse il culto di S. Nicolò di Bari al quale era dedicata. Nel sec. XVIII fu fatta restaurare dal Maratti che vi trasferì le spoglie della martire cristiana S. Faustina dalle catacombe di Roma e di qui il nuovo titolo assunto dalla chiesa, che dai Cameranesi è conosciuta come chiesa di S. Faustina. Il Maratti stesso fece dono alla chiesa del quadro di S. Nicola di Bari. La chiesa si trova fra le Vie Maratti e Cavallotti. La facciata, che rivela rifacimenti recenti, si trova sulla Via Maratti. Il portale di ingresso, di tipo rinascimentale, simile a quello della chiesetta della Madonna della Speranza, è sormontato da una lapide con l´emblema della Confraternita del SS. Sacramento, in ricordo dei restauri del secolo XVIII a cura di detta Compagnia. Sotto l´architrave si apre una finestra rettangolare e la facciata è sormontata a destra da un piccolo campanile a vela, il quale ospitava due campane. L´interno è a pianta rettangolare. Il pavimento è recente, a mattonelle di marmettoni, mentre le pareti sono rivestite a scagliola con stucchi e riquadri tinteggiati in bianco, grigio e celeste. Il soffitto è piatto e passato a calce. Sulla parete destra una lapide del 1958 ricorda i lavori di restauro compiuti dal comm. Guido Reni in memoria della figlia Elena e un’altra del 1711 celebra le virtù del pittore Carlo Maratti e della moglie Francesca De Gommis. Sulla parete di sinistra una lapide del 1712 è ancora dedicata a Carlo Maratti. Tutte le lapidi conservate nella chiesa sono sormontate da medaglioni marmorei; quelli delle lapidi settecentesche sono di Camillo Rusconi, scultore barocco. Sotto la mensa sono contenute le spoglie di Santa Faustina martire, forse provenienti dalle catacombe di Roma e qui trasferite a cura del Maratti stesso, che così volle onorare la figlia Faustina. Nell´urna è racchiusa una piccola lapide che porta inciso il nome di Faustina, anch´essa proveniente dalle catacombe romane.
La chiesa venne interamente restaurata nell´anno 2000 e riaperta al pubblico nel giugno dello stesso anno. In tale occasione il quadro di Maratti "S. Nicola di Bari" è ritornato al suo primitivo posto, sopra l´altare, (da cui mancava dagli anni Settanta).

Pala d’altare - Bottega di Carlo Maratti (Camerano, 1625 – Roma, 1713); San Niccolò da Bari e i tre fanciulli; ca. 1711; Olio su tela, cm. 245 x 170: Il contenuto della Platea del 1789 porta a conoscenza che la pala d’altare è pervenuta alla chiesa di Santa Faustina, già dedicata a San Nicola, per volontà testamenataria di Carlo Maratti, il quale volle istituire il Legato Pio derivato dal Codicillo rogato a Roma il 1711 dal notaio Francesco Franceschini. La tela raffigura il santo protettore dei fanciulli e delle giovani nubili, che nel IV secolo fu vescovo di Mira, in Asia Minore, prima che le sue spoglie fossero traslate a Bari nell’XI secolo. Come figura devozionale il santo è rappresentato in solenni paramenti liturgici con gli attributi delle tre sfere d’oro poste sul libro, simboli delle tre borse piene di denari elargite in soccorso di tre giovani fanciulle, e dei tre fanciulli miracolosamente risuscitati; a destra la figura del giovane schiavo liberato avanza recando un vassoio con ampolle.Venne dipinto per la devozione che il pittore aveva per il santo e per questo lasciò in dono una rendita, con cui annualmente veniva donato a tre bambini maschi e tre femmine scelti tra i più poveri, una somma di denaro durante una cerimonia che avveniva il 6 dicembre, festa di S. Nicola. Questo avvenne per circa duecento anni.